Martedì 12 Novembre 2019 San Giosafat, vescovo e martire

Catechesi dell’Arcivescovo – 26 ottobre 2019

“L’edificio spirituale è la Chiesa che vive dello Spirito Santo”

Sabato, 26 ottobre 2019

A una sessantina di chilometri da CHIȘINĂU si trova il complesso archeologico di Orheiul Vechi (Vecchia Orhei), una delle principali attrazioni turistiche della Moldavia. Viene definito come un vero e proprio museo all’aperto dove è possibile ammirare fortezze medievali, monasteri scavati nella roccia del costone di Pestera, antiche abitazioni. Nello splendido canyon roccioso di Butuceni, formato da numerosi strati calcarei, si spalancano ampie grotte e piccole caverne, sulle quali svetta l’antica fortezza Gaetic. Altre imponenti fortezze si trovano sulla sponda destra del fiume Nistru (Dniester), costruite nel medioevo per garantire la difesa del territorio tra i Monti Carpazi e il fiume Danubio.

Matera, in Basilicata, la città dalla quale provengo, viene chiamata “Città dei Sassi” e ha molte similitudini con il vostro territorio. Patrimonio dell’Unesco e Città europea della cultura 2019, è scavata nella roccia di uno splendido canyon. In questo canyon fino al 1950 abitavano circa 18.000 persone in case scavate nella roccia accanto a cantine che raggiungono i 25 metri di profondità, chiese rupestri, tantissime grotte. Da quando gli abitanti furono spostati in case appositamente costruite in nuovi quartieri, quei luoghi, abbandonati, sono diventati oggi case albergo, B&B, ristoranti, pizzerie. Luoghi abitati e visitati ogni giorno da migliaia di turisti che arrivano da tutte le parti del mondo.

Pietre in Moldavia, pietre a Matera. Pietre abitate da uomini e da animali. Pietre piene di vita attraversate dal calore di corpi abitati dallo Spirito di Dio, dalle parole che passavano da una casa all’altra rendendo lo spazio comune luogo d’incontro, di comunicazione, di gioco, di lavoro, di canto: il cosiddetto vicinato.

La pietra, tuttavia, non è cosa viva, è qualcosa di solido e di molto freddo. Se non c’è un po’ di terra, è impossibile che sulla pietra possa crescere qualcosa, c’è solo morte. Nonostante ciò, la pietra contiene una ricchezza: minerali preziosi di varia natura tra di loro mescolati che l’uomo riesce ad estrarre. 

Noi siamo chiamati “pietre vive”: più preziosi dell’oro o di qualsiasi pietra preziosa come smeraldi, diamanti, rubini, zaffiri. Pietre vive perché abitati da Dio, dal suo Santo Spirito. Insieme formiamo l’edificio spirituale che è la Chiesa.

La pietra viene scavata, estratta dalle cave per realizzare mura di cinta, nuove case. Ogni blocco di pietra viene collocato dove decide il costruttore. Lui sa come dev’essere sistemato accanto ad altri blocchi. Le pietre, sapientemente prese dalle mani del costruttore e dalla sua intelligenza e maestria, vengono collocate al posto giusto. Insieme formano un unico blocco, una sola costruzione.

La fortezza di Soroca risale al 1499 e dal 1543 è diventato un imponente e armonioso castello in pietra capace di fermare le truppe turche nel 1711. È suggestiva la leggenda ad essa legata: durante un assedio dei Tartari, una cicogna bianca portò dei grappoli d’uva a quanti si erano rifugiati nella fortezza, per salvarli dalla sete e dalla fame.

Storia e leggende si mescolano in un intreccio di vicende umane lette alla luce della fede. Una fede continuamente alimentata dalla forza della Parola e dalla guida dello Spirito Santo che rende ogni comunità, ogni Chiesa feconda e bella. Una Chiesa che è capace di soffrire le doglie del parto ma anche di dare vita. Una Chiesa che, soprattutto quando sembrerebbe che gli uomini stiano per dare il colpo decisivo per annientarla, è rianimata dallo Spirito Santo che viene in soccorso per respingere il nemico, il principe di questo mondo, ridando forze ed energie nuove.

Una Chiesa che ritrova l’entusiasmo dell’evangelizzazione. Il primo amore che ritorna nella sua bellezza e dona la sua forza straordinaria per rimettersi in cammino. Per amore si è capaci di sfidare ogni avversità.

La Moldavia, come Matera, affascina il visitatore con i suoi monasteri rupestri. Tra i più belli presenti in questa ricca terra di umanità e di bellezze naturali, si trovano il Monastero Saharna, circondato da una riserva naturale con diverse cascate e il Monastero Tipova, scavato nella roccia, su una sponda del fiume Nistru, molto simile alle chiese rupestri di Matera. Li ho visionati attraverso alcuni filmati su internet.

Ciò che è solido sfida il tempo. Ciò che viene da Dio non può crollare, le forze degli inferi non prevarranno (cfr. Mt 16,13-20) Gesù dice: “Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia” (cfr. Mt 7,21-29).

 Nella lingua italiana, non so in quella moldava, facciamo distinzione tra le azioni di sentire e ascoltare. Si può sentire ma non ascoltare. Ogni giorno si sentono tanti suoni: voci, rumori, canzoni che costituiscono il sottofondo in cui siamo immersi e a cui, nella maggior parte delle volte, non facciamo caso. Ascoltare è andare oltre il sentire. Significa calare dentro quanto è stato detto, meditare fino ad assimilarne il significato. L’immagine che ci sovviene è quella di una mucca che rumina quanto mangia. Mastica ripetutamente, poi deglutisce e quindi fa ritornare su il tutto per continuare a masticare. È quanto siamo chiamati a fare con la parola di Dio: gustare ruminando l’insegnamento di Gesù fino a sperimentare che facciamo parte dell’unico corpo di Cristo che è la Chiesa.

 Ascoltare significa scavare in profondità, come sono scavate le pareti del monastero di Tipova per consentirne l’abitazione. Significa incontrare il divino e gustare la sua presenza. La vita di ognuno diventa una preghiera vivente per le strade di CHIȘINĂU

Balti, Ribnita, Grigorauca, Cretoaia.

Questo è l’edificio del Signore che sperimenta la potenza dell’amore perché sente lo Spirito Santo che, come fra poco diremo nella professione di fede, “è Signore e dà la vita e con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato”. Un edificio non costruito da mani d’uomo. “Ma l’Altissimo non abita in costruzioni fatte da mano d’uomo, come dice il Profeta: Il cielo è il mio trono e la terra sgabello per i miei piedi. Quale casa potrete edificarmi, dice il Signore, o quale sarà il luogo del mio riposo”? (At 7,48-49); “Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia; e stavano sempre nel tempio lodando Dio” (Lc 24,52-53); “Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore” (At 2,46).

 Il contenitore, qual è un tempio, una chiesa, un monastero, un santuario, senza contenuto, noi, pietre vive, non serve. Il contenitore è reso vivo se è abitato da noi pieni di Spirito Santo, capaci di parlare il linguaggio di Dio in una comunione relazionale che ci riporta a quella della santissima Trinità.

Una Chiesa vive perché sente la forza dello Spirito Santo che la guida alla verità. Il corpo terreno di Cristo è la šekînâ di Dio in mezzo al suo popolo, cioè crediamo che il «luogo» della rivelazione definitiva di Dio sia Gesù di Nazaret. È lui il «luogo» dell’incontro definitivo di Dio con l’uomo. Il corpo glorificato di Cristo è il “santuario” ricostruito: «Noi lo abbiamo udito mentre diceva: “Io distruggerò questo santuario fatto da mani d’uomo e in tre giorni ne edificherò un altro non fatto da mani d’uomo”».

L’autore della lettera agli Ebrei dice: «Il punto capitale delle cose che stiamo dicendo è questo: noi abbiamo un sommo sacerdote così grande che si è assiso alla destra del trono della maestà nei cieli, ministro del santuario e della vera tenda che il Signore, e non un uomo, ha costruito».

 Paolo è colui che ci spiega bene quanto stiamo cercando di comunicare: I cristiani sono il corpo di Cristo e il santuario di Dio. Riporto alcune frasi:

  • Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte (1 Cor 12,27);
  • Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? (1 Cor 3,16);
  • [Voi siete] edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. 21 In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; 22 in lui anche voi insieme con gli altri venite edificati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito (Ef 2,20-22);

Concludo la mia riflessione con questo pensiero di Origene (Omelia IX, 1-2: PG 12, 871-872): Per prepararti più attivamente, tu che mi ascolti, alla costruzione di questo edificio, per essere una pietra vicina al fondamento, devi sapere che lo stesso Gesù è il fondamento dell’edificio che descriviamo. È ciò che afferma l’apostolo Paolo: «Nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già si trova, che è Gesù Cristo» (1 Cor 3, 11). Beati dunque coloro che hanno costruito edifici religiosi e santi su quel nobilissimo fondamento!

 Auguro alla Chiesa della Moldavia e alla Chiesa tutta di rimanere unita a Cristo affinché possa crescere come un corpo unico, sapendo che la preghiera continua e incessante alla Madonna, Maria del buon Consiglio, ci sostiene ed aiuta nei tanti momenti di tentennamento e difficoltà.

Don Pino

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