Messaggio dell’Arcivescovo per la Quaresima 2020

Al Clero Diocesano e Religioso
Alle Religiose e Consacrate
Ai Fedeli tutti

 

Carissimi,
si apre davanti a noi un tempo della durata di quaranta giorni, liturgicamente chiamato Quaresima. Tempo che trova le sue radici in alcuni episodi biblici: il cammino sinodale che il popolo d’Israele fece nel deserto uscendo dall’Egitto (40 anni), i quaranta giorni di Mosè sul monte Sinai a colloquio con Dio e in adorazione della sua presenza, i quaranta giorni durante i quali il popolo d’Israele si sentì sfidato dal gigante Golia fino alla sua uccisione per mano del giovane Davide. Un tempo di quaranta giorni che torna nell’episodio del profeta Elia quando, mangiando solo pane e acqua, arrivò all’Horeb, il monte di Dio, in quello di Giona, quando andò nella città di Ninive per predicare agli abitanti la penitenza, fino ad arrivare a Gesù: quaranta giorni di digiuno nel deserto.
Il cammino quaresimale si può identificare con il nostro cammino sinodale dal quale è emerso che nella nostra Chiesa deve avvenire una triplice conversione: conversione pastorale, conversione culturale, conversione ecologica. Sono le stesse indicazioni venute fuori dal Sinodo sull’Amazzonia e quello dei Giovani.
Perché ci sia una conversione pastorale è necessario riscoprire il nostro Battesimo. Significa che non basta essere battezzati o ricevere i sacramenti per essere cristiani: condizione essenziale è l’appartenenza a Cristo e alla Chiesa. E non è per nulla scontato.
Perché avvenga la conversione culturale è necessario parlare il linguaggio del Vangelo e della Chiesa, senza il timore di confrontarsi con la cultura imperante, proponendo un umanesimo cristiano integrale.
Infine la conversione ecologica nasce dalla consapevolezza che Dio ci ha dato la terra, la nostra casa comune, che ha bisogno di essere difesa, aiutata e liberata da ogni forma di sfruttamento e inquinamento. È casa nostra…

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